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domenica 18 agosto 2013

Iniziata l'inversione dei poli magnetici del Sole:



E' UN FENOMENO FISIOLOGICO,
CHE SI CONCLUDERA' ENTRO POCHI MESI 



La struttura del campo magnetico del Sole generato dalla 'dinamo' interna (fonte: Solar Dynamics Observatory)
La struttura del campo magnetico del Sole generato dalla 'dinamo' interna (fonte: Solar Dynamics Observatory 


Estate di grandi manovre sul Sole: la nostra stella sta infatti invertendo i poli del proprio campo magnetico. Lo annunciano i ricercatori della Nasa presso l'università di Stanford. Il processo, assolutamente fisiologico, cade come sempre a metà del ciclo solare e dovrebbe completarsi entro i prossimi 3 o 4 mesi. Nel frattempo, questa fase di transizione comporterà un effetto domino che si avvertirà in tutto il Sistema Solare ma, rassicurano gli esperti, non ci sarà alcun stravolgimento per la Terra. 


Il campo magnetico solare assomiglia ad una calamita con due poli e nasce da una gigantesca 'dinamo' che si trova nel cuore della stella. ''E' uno strato posto a 190.000 chilometri di profondità, in cui movimenti turbolenti di plasma generano intense correnti elettriche che formano il campo magnetico'', spiega Mauro Messerotti, ricercatore dell'Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) e docente di fisica solare all'università di Trieste.
Ogni 11 anni, nel picco massimo dell'attività solare, avviene l'inversione: ''è come se la barretta magnetica con i due poli agli estremi venisse lentamente girata di 180 gradi'', aggiunge l'esperto. Si tratta di un processo piuttosto lento e che attualmente si è completato nell’emisfero Nord, mentre per quello Sud ci vorrà ancora qualche mese. ''Non è facile fare previsioni - precisa Messerotti - perché conosciamo ancora poco della nostra stella: basti pensare che abbiamo potuto studiare solo 24 degli oltre 418 milioni di cicli che il Sole ha compiuto dalla sua nascita''. 


Non resta quindi che restare in attesa e continuare le osservazioni del Sole, senza farsi contagiare da allarmismi ingiustificati che iniziano a circolare in rete. ''Sebbene questo processo influenzi il campo magnetico interplanetario, non causerà nessun evento catastrofico per i pianeti - conclude l'esperto - perché siamo di fronte ad un processo fisiologico del nostro Sistema Solare''. 


fonte: Ansa.it
(12/08/2013)


lunedì 24 giugno 2013

e ci voleva la scienza...

La formula matematica della città perfetta

E' un'entità a metà tra una stella e un social network


Le metropoli cinesi di Pechino e Tientsin viste di notte dalla Stazione spaziale internazionale (fonte: NASA--Johnson Space Center)
Le metropoli cinesi di Pechino e Tientsin viste di notte dalla Stazione spaziale internazionale (fonte: NASA - Johnsor Space Center)

Trovata la formula matematica per costruire la città 'perfetta'. Questo modello teorico, che conquista la copertina di Science, racchiude tutte le dinamiche sociali, economiche e urbanistiche delle moderne aree urbane ed è stato messo a punto in vista dello straordinario sviluppo delle città, nelle quali si calcola che entro il secolo si concentrerà l'intera popolazione mondiale.

Infrastrutture, criminalità, ricchezza degli abitanti e ingegnosità espressa dal numero di brevetti depositati: sono molteplici i fattori presi in considerazione dal modello matematico sviluppato da Luis Bettencourt, docente del Santa Fe Institute nel Nuovo Messico, con l'obiettivo di migliorare lo sfruttamento del suolo e la pianificazione urbana. Quello che emerge è un ritratto inatteso delle nostre metropoli e del modo in cui crescono e funzionano: non più paragonabili a organismi viventi, formicai o sistemi fluviali, le nostre città sono entità del tutto nuove, a metà strada tra una stella e un social network. 

''Una città è prima di tutto un reattore sociale'', spiega Bettencourt. ''Funziona come una stella, perché attrae persone e accelera le interazioni e gli output sociali proprio come le stelle comprimono la materia bruciando più velocemente e in maniera più luminosa tanto più sono grandi''.
D'altro canto, continua l'esperto, le città sono come enormi social network, fatti non tanto dalle persone quanto dalle loro interazioni, che avvengono a loro volta in altri network (sociali, spaziali, infrastrutturali) che consentono a cose, informazioni e persone di incontrarsi nello spazio urbano.

fonte e Copyright: Ansa.it
RIPRODUZIONE RISERVATA 

venerdì 20 luglio 2012

Bosone di Higgs



Un applauso interminabile da un continente all'altro ha accolto oggi al Cern di Ginevra la scoperta della particella che dà la massa ad ogni cosa e che forse è entrata in scena frazioni di istanti dopo il Big Bang per dare il via alla nascita di galassie, stelle e pianeti. Un ruolo che ha fatto del bosone di Higgs la 'particella di Dio'. "Non è stata scoperta solo una particella: si è aperta una finestra su un nuovo mondo", è il commento unanime dei fisici. Anche gli scettici che non avrebbero scommesso un centesimo sulla possibilità della scoperta si sono ricreduti. "E' un momento storico", ha detto il direttore generale del Cern, Rolf Heuer, al termine del seminario sui dati degli esperimenti Cms e Atlas, entrambi condotti nel Large Hadron Collider (Lhc).
Risultati straordinari, come li ha definiti il direttore di ricerca del Cern, Sergio Bertolucci: "non è facile - ha detto - vedere due esperimenti con 5 sigma", ossia con un margine di errore di fatto pari a zero. E' stata fatta molta strada da quando, nel dicembre scorso, erano stati presentati i dati preliminari. "Allora avevamo visto solo un'impronta della particella", ha detto Guido Tonelli, dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), coordinatore dell'esperimento Cms nell'epoca in cui si sono gettate le basi per il risultato annunciato oggi. La sfida è stata andare a cercare questa particella inafferrabile sulla base di indizi, osservando cioé le altre particelle che genera nel momento in cui 'muore'. Si è riusciti a farlo e in più si é osservato qualcosa di nuovo e tutto da verificare. In ogni caso la particella ha tutte le carte in regola per essere l'ultimo tassello della teoria di riferimento della fisica contemporanea, il cosiddetto Modello Standard. Si è scoperto anche quello che il Modello Standard non diceva, ossia che la particella ha le dimensioni di circa 125 miliardi di elettronvolt (GeV), vale a dire che pesa 125 volte più di un protone, una delle particelle che costituiscono il nucleo di un atomo.
Ma non è una storia chiusa: per il direttore scientifico del Cern, Sergio Bertolucci, il bosone di Higgs è una zona di confine tra il Modello Standard e la fisica del futuro, popolata da particelle e fenomeni ora impossibili da immaginare. E' il confine di un mondo nuovo, al quale si è arrivati dopo una corsa incredibile e uno "sforzo sovrumano". La svolta risale al luglio 2010, dopo che in un seminario internazionale l'acceleratore americano Tevatron sembrò avvicinarsi alla scoperta. "Ci spaventammo e decidemmo di accelerare la ricerca", ha raccontato Tonelli. In pochi mesi i ricercatori impegnati nei due esperimenti sono aumentati da 50 a 1.500: "abbiamo chiamato tanti ragazzi con l'idea di scegliere una sorta di commando". Poi la corsa fino ai dati straordinari presentati oggi. "Sono stanca, molto emozionata, molto contenta", ha detto Fabiola Gianotti, coordinatrice di Atlas. "E' presto per trarre conclusioni sulla portata di quanto abbiamo osservato - ha aggiunto - ma è un passo in avanti fondamentale".
Che cos'è il 'Bosone di Higgs' ?

E' chiamata 'particella di Dio' perché grazie ad essa ogni cosa ha una massa e la materia esiste così come la conosciamo. I fisici preferiscono chiamarlo bosone di Higgs, dal nome del britannico Peter Higgs, che nel 1964 ne aveva previsto l'esistenza.
   Una particella come questa è necessaria: è l'ultimo mattone del quale la fisica contemporanea ha bisogno per completare la principale delle sue teorie, chiamata Modello Standard. Questo é una sorta di "catalogo della materia" che prevede l'esistenza di tutti gli ingredienti fondamentali dell'universo così come lo conosciamo. Comprende 12 particelle elementari organizzate in due famiglie: i quark e i leptoni, che sono i veri e propri mattoni della materia (presenti nell'infinitamente grande, come nelle galassie, negli stessi esseri umani come nel mondo microscopico). Comprende inoltre una famiglia di altre 12 particelle, che sono i messaggeri delle tre forze della natura che agiscono nell'infinitamente piccolo (chiamate forza forte, elettromagnetica e debole).
   Di queste particelle-messaggero fanno parte i componenti elementari della luce chiamati fotoni, e i gluoni, che sono la colla che unisce fra loro i mattoni della materia, come i quark nel nucleo dell'atomo. Tutti questi componenti della materia sarebbero inanimati senza una massa: è il bosone di Higgs che li costringe a interagire tra loro e ad aggregarsi. Per questo in una delle descrizioni più celebri paragona il bosone di Higgs ad un personaggio famoso che entra in una sala piena di persone, attirando intorno a sé gran parte dei presenti. Mentre il personaggio si muove, attrae le persone a lui più vicine mentre quelle che lascia alle sue spalle tornano nella loro posizione originale e questo affollamento aumenta la resistenza al movimento. Vale a dire che il personaggio acquisisce massa, proprio come fanno le particella che attraversano il campo di Higgs: le particelle interagiscono fra loro, vengono rallentate dall'attrito, non viaggiano più alla velocità della luce e acquisiscono una massa.


fonte: Ansa.it