The Earth's Heart

CURRENT MOON
Visualizzazione post con etichetta Evoluzione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Evoluzione. Mostra tutti i post

sabato 23 marzo 2013

Gli imperativi morali dello sviluppo umano...




GLI IMPERATIVI MORALI DELLO SVILUPPO UMANO

Anche noi siamo creature della natura e del cosmo, e ciò implica che siamo esseri evolutivi. Nel corso del tempo cresciamo, cambiamo e impariamo. Si tratta di uno dei fondamenti della visione olistica dell'essere umano. 

Il percorso umano: 

  • Non nasciamo completi e perfetti.
  • Facciamo parte di un processo di emersione.
  • Sperimentiamo un percorso di apprendimento e di sviluppo che dura tutta la vita. 
  • Ci dirigiamo verso la realizzazione del nostro potenziale. 
  • Il processo è evolutivo e positivo.
Sebbene una minima parte dell'umanità possa manifestare tendenze progressivamente distruttive, in linea di massima il destino degli esseri umani è quello di uno sviluppo positivo. Di norma non diventiamo più ottusi, o più confusi e caotici, o ancora più distruttivi. Il nostro percorso attraverso la vita e il tempo è profondamente significativo. Le "buone" religioni e filosofie ci hanno sempre rammentato il nostro potenziale creativo e di crescita. 


Conducici dall'ignoranza alla saggezza, dall'oscurità alla luce. 
Indusimo

In noi c'è quindi una dinamica evolutiva, che ci spinge a svilupparci e a realizzarci. Ma cosa accade se tale dinamica umana viene ostacolata o sabotata? Si tratta di un aspetto fondamentale, almeno dal punto di vista olistico. Per tali motivi è di cruciale importanza non bloccare lo sviluppo umano: 
  • Lo sviluppo di un essere umano non è una questione accidentale o casuale.
  • E' il modo attraverso il quale la forza vitale, la potenza evolutiva dell'universo, si esprime attraverso ognuno di noi.
  • Se il nostro emergere e la nostra crescita vengono ostacolati, ciò equivale a ostruire un corso d'acqua. 
  • Si crea una pressione crescente.
  • Alla fine ciò porta inevitabilmente a una liberazione esplosiva o al collasso totale. 
  • Ne risultano inondazioni e danni di ogni genere.
Stiamo esaminando le radici stesse della psicologia olistica, della nostra comprensione della natura umana alla cui base c'è questo presupposto fondamentale: 

Gli esseri umani sono fondamentalmente buoni e si sviluppano fino alla piena realizzazione del loro potenziale. Ostacolare lo sviluppo degli esseri umani li danneggia e li rende a loro volta pericolosi. 


LA GERARCHIA DELLE NECESSITA' UMANE 
E LA SUA ETICA

Nella psicologia evolutiva si prende atto del fatto che neonati, bambini, adolescenti e adulti attraversano diversi gradi di sviluppo. Proprio come le piante, che hanno bisogno di acqua, nutrimento e luce, anche gli esseri umani hanno necessità fondamentali, che devono essere soddisfatte affinché possano evolversi positivamente. Per esempio, abbiamo analizzato come le carenze di manifestazioni concrete di amore e di affetto, o la presenza di genitori dispotici, possano segnare la crescita dei bambini fino a impedire che si sviluppano in modo sano, dando così origine a persone emotivamente deboli che poi compensano interiorizzando una personalità autoritaria. Abbiamo anche visto che sia i minori che gli adulti insicuri finiscono per attaccarsi disperatamente alle loro credenze.
Ma qui vogliamo rivolgere la nostra attenzione a bisogni ancor più fondamentali.
Se un bambino non viene nutrito adeguatamente, non può neppure sviluppare la struttura fisica - muscoli, scheletro, sistema nervoso, tessuti cerebrali - necessaria per poter divenire un essere che partecipa pienamente alla vita, sia dal punto di vista sociale che psicologico. Quando vediamo dei bambini che soffrono la fame, dobbiamo renderci conto che si tratta di nostri fratelli ai quali vengono negate le basi biologiche necessarie al loro emergere con successo nell'esistenza. Le più recenti ricerche hanno altresì dimostrato che nei bambini che soffrono di carenze affettive e che non ottengono l'attenzione necessaria il cervello non si sviluppa pienamente. In generale, sono tutti concordi nel definire un insieme di bisogni fondamentali che devono essere soddisfatti affinché ne scaturisca un essere umano sano. Naturalmente possono esserci casi particolari, persone che trascendono tali bisogni e che mostrano di riuscire eroicamente a sviluppare il loro potenziale malgrado le circostanze avverse, ma si tratta di un'eccezione che conferma la regola. Ecco un breve elenco di bisogni fondamentali, in ordine di importanza (del tutto discutibile):
  • Cibo
  • Salute fisica
  • Calore
  • Contatto affettuoso
  • Rifugio
  • Vestiario
  • Salute emotiva
  • Educazione
  • Accettazione socio-culturale e senso di identità
  • Autostima
Si tratta sicuramente di una delle teorie più logiche, dirette e illuminanti del comportamento umano.
Se i bambini o gli adulti non possono soddisfare questi bisogni fondamentali, finiscono inevitabilmente per affrontare serie  difficoltà nel loro sviluppo, e ciò influisce sul loro comportamento. L'idea puritana che dovremmo comportarci eticamente, indipendentemente dalla nostra storia e dalle circostanze in cui siamo cresciuti, è assolutamente ingenua.

C'è una gerarchia di bisogni umani, e affinché il bambino, e poi l'adulto possa svilupparsi pienamente, nessuna di queste componenti può essere trascurata. 

Se i bisogni di cui sopra non vengono soddisfatti, l'individuo non può progredire. Nella peggiore delle ipotesi, la malnutrizione produce esseri umani privi di energia e di vitalità, che hanno a malapena voglia di vivere. Il processo di emersione che porterebbe alla realizzazione del loro potenziale non ha neppure inizio.
Dal punto di vista psicologico, la mancata soddisfazione dei bisogni fondamentali comporta costi enormi. Quando bambini e adulti non possono godere del nutrimento o della sicurezza di cui hanno bisogno, vivono in uno stato di tensione insostenibile caratterizzato dall'ansia primaria per la sopravvivenza. Ciò li spinge alla continua ricerca di strumenti adatti a ridurre la tensione e a soddisfare i bisogni irrisolti. Ecco perché i bambini, e poi gli adolescenti e gli adulti, finiscono per sperimentare uno stato di eccitazione continua tramite il quale cercano di gratificarsi e di placare l'ansia. 

Bisogni fondamentali irrisolti = tensione primaria

Ciò appare ovvio, per esempio, nel caso della fame e della sete. Le esigenze fondamentali del fisico devono essere soddisfatte quanto prima, in modo da ristabilire l'omeostasi. Solo dopo che tale circostanza critica è stata risolta possiamo passare ad altro. 

Quando la popolazione è guidata dall'impulso a soddisfare i bisogni fondamentali, la "moralità" diventa irrilevante.

Di conseguenza, qualsiasi presa di posizione olistica deve includere tale considerazione generale.

L'effetto di bisogni fondamentali insoddisfatti: 
  • Se i bisogni fondamentali di un giovane o di un adulto non vengono soddisfatti, l'individuo in questione si trova in uno stato di tensione costante, giacché deve preoccuparsi della propria sopravvivenza. 
  • Tale tensione deve liberarsi in qualche modo, biologicamente e psicologicamente.
  • L'individuo sarà quindi dominato dal bisogno inconscio di ottenere la gratificazione e l'omeostasi.
  • Tali pulsioni sono sufficientemente forti da avere il sopravvento sui comuni codici di comportamento della famiglia e della società. 
Come possiamo aspettarci che le persone che si sentono escluse e a cui viene lasciato intendere che sono meno che umani finiscano per mantenere un comportamento etico? La loro stessa esclusione rappresenta una vera e propria provocazione. Blocca il loro potenziale di crescita e di sviluppo, ed è all'origine dei movimenti di liberazione, delle rivoluzioni e del terrorismo.
Forse il più grave problema della nostra epoca è che dobbiamo quasi tutti confrontarci quotidianamente con la rappresentazione di ciò che dovremmo possedere e di ciò a cui dovremmo assomigliare per poterci sentire parte della collettività. In ogni parte del mondo ci sono esseri umani che faticano per guadagnarsi un senso di appartenenza alla comunità, così come proposto attraverso infiniti schermi televisivi e ribadito dallo stile di vita delle élite locali e dei turisti più facoltosi.
Per circa metà della popolazione mondiale, che non ha la possibilità di accedere ad uno status del genere, si tratta di una provocazione psicologica perpetua, un costante sentirsi minacciati. Non si tratta soltanto del fatto che i ricchi possano vestirsi alla moda o viaggiare in auto: dispongono anche di cibo e acqua, quando i loro figli vengono al mondo non corrono particolari rischi e possono vivere più a lungo. Forse molti degli abitanti del mondo occidentale non si sentono ricchi, ma se confrontiamo la loro situazione a quella delle famiglie che guadagnano dieci dollari a settimana, che devono fare del loro meglio per garantire un pasto ai figli, bisogna riconoscere che c'è indubbiamente un grande benessere.
Storicamente, i simboli più appariscenti della ricchezza erano tenuti al riparo da  sguardi indiscreti, protetti da alte mura e uomini armati.
I ricchi occupavano i vertici della gerarchia sociale, salvaguardata dalla forza militare e spesso consolidata da una interpretazione religiosa di qualche sorta. 

Le giustificazioni teologiche della povertà e della privazione:
  • Karma
  • Provvidenza
  • Peccato
  • Pigrizia

Le soluzioni teologiche:
  • Migliorare il proprio karma.
  • Avere fede in Dio e aspettare la ricompensa in paradiso.
  • Essere puri e santi.
  • Lavorare sodo.
I moderni mezzi di comunicazione hanno rivoluzionato tutto quanto. Siamo costantemente sottomessi alla rappresentazione degli stili di vita più dispendiosi e della ricchezza più estrema, cosicché non possiamo affatto ignorare ciò che non abbiamo. E in un mondo in cui l'informazione circola liberamente, le giustificazioni tradizionali non bastano più. Come possiamo pensare che si sentano dei genitori che non riescono a sfamare i loro figli, mentre nelle loro città ci sono persone che sfoggiano vestiti da migliaia di dollari? Quale genere di moralità è realistico attendersi? Ci sono giovani donne e uomini, orgogliosi e pieni di forza vitale, che sono continuamente emarginati e privati delle normali opportunità di vita. Non è difficile immaginare come si sentano!
Dal momento che viene loro impedito di costruire un'identità soddisfacente, quale parte dell'élite globale, finiscono ovviamente per unirsi ad altre comunità che offrono solidarietà e un senso d'identità. Potrebbe trattarsi di una comunità di visionari religiosi, di una gang di strada o di un gruppo terrorista.
Possiamo continuare a predicare la consueta morale; non rubare, non danneggiare gli altri, non desiderare le cose degli altri, ma è soltanto fiato sprecato. Oppure possiamo cercare protezione nelle sanzioni stabilite dal nostro sistema penale lodandone l'efficacia, che si tratti del taglio di una mano, della fustigazione, di una multa o della prigione. Comunque sia, in una società mondiale affascinata dai vestiti griffati, dalle automobili di lusso, da tutto ciò che luccica e brilla e dal risplendere di qualsiasi chincaglieria, affidarsi a questo genere di politica non ha più alcun senso. 

Siamo intrappolati in un circolo vizioso.
Mentre continuiamo ad acquisire ricchezze e a mettere in mostra gli status symbol di cui abbiamo bisogno per garantirci la nostra stabilità emotiva, finiamo simultaneamente per stimolare altre persone, suscitando in loro pulsioni analoghe. Essere costretti in povertà e nel contempo essere circondati da immagini della ricchezza è una provocazione quotidiana. Avere fame, vedere i nostri figli affamati, mentre gli altri ingrassano, è un invito alla rivoluzione e al terrorismo. 

In tutta la società odierna, in tutto il nostro villaggio globale, ci sono persone torturate a causa dell'impossibilità di raggiungere un'identità sociale soddisfacente ed emotivamente rassicurante.



Le prigioni di tutto il mondo sono popolate per il 95% da ladri.
Perché ci sono così tante persone costrette a rubare? Molti rubano per poter sopravvivere, ma che dire di quelli che lo fanno pur avendo già del cibo e un tetto? ebbene, costoro rubano per potersi procurare simboli di ricchezza appropriati in relazione al gruppo sociale a cui vogliono appartenere. Ciò è in parte dovuto all'ansia di raggiungere un certo status, ma non è questo il nocciolo della questione. L'aspetto di vitale importanza è appartenere al gruppo giusto. Saremo riconosciuti dai tatuaggi o dai segni che la nostra tribù ci ha imposto sulla pelle. Oppure dalla nostra macchina, dal nostro vestiario e dalla nostra casa. Non possedere ciò di cui dispongono i nostri vicini - e cioè non essere considerati degni di appartenere al gruppo di cui vorremmo fare parte - provoca una crisi d'identità di natura assai demoralizzante. Per poter attenuare la tensione che ne deriva, e quindi per poterci procurare ciò che crediamo possa soddisfare tale bisogno, siamo pronti a fare qualsiasi cosa: rapinare, rubare, prostituirci, evadere le tasse, uccidere, associarci ad altri delinquenti, corrompere tanto i professionisti quanto i funzionari statali. Dalle baraccopoli alla residenza presidenziale, la dinamica tormentosa dell'insicurezza psicologica provoca il decadimento di tutta la società umana.
Ciò che più sorprende è la relatività del fenomeno. I bambini più poveri, che vivono in comunità colpite da carestia e siccità, senza acqua corrente né elettricità, brillano dalla gioia al solo poter tenere tra le mani una bottiglia di una qualche bevanda alla moda, in parte perché eccitati dalla caffeina che contiene, ma soprattutto perché inebriati dal poter finalmente far parte della cultura globale del consumo. Tenendo tra le mani quella bottiglietta si sentono finalmente parte del mondo di MTV!
Non c'è differenza rispetto al giovanotto che si pavoneggia nella sua macchina sportiva o al proprietario fiero della sua casa nel miglior quartiere della città. se una di queste persone perdesse l'oggetto a cui fa riferimento, precipiterebbe in una profonda crisi d'identità, giacché si sentirebbe privata del simbolo che dimostra, a se stessa e agli altri, l'appartenenza a un determinato gruppo.

L'ETICA PERSONALE

L'etica è, di conseguenza, una questione decisamente personale.
Qualsiasi cosa facciamo influisce in qualche modo su ciò che ci circonda, sulla rete della vita. Nessun aspetto della nostra vita può essere separato dalla comunità dell'ambiente.

La sfera personale è globale

Sia che la nostra attività sia silenziosa e meditativa, sia che si tratti di un impegno attivo o di solida presenza nel sociale, la preoccupazione centrale dell'etica olistica è di permettere e sostenere l'emergenza naturale e lo sviluppo. Ci saranno sempre momenti in cui non è chiaro come sia meglio comportarsi. se vediamo un nuovo alberello, possiamo chiederci se sia meglio fargli spazio e togliere le altre piante tutt'intorno. E' una valutazione personale, qualcosa da considerare con attenzione. Spesso non possiamo fare altro che agire e riflettere solo più tardi, e ponderare se ciò che abbiamo fatto all'inizio fosse davvero appropriato. Il minimo che chiunque abbia un'inclinazione olistica può fare è prendersi la responsabilità del proprio agire e concedere attenzione al mondo. 

L'etica olistica è:
  • Pratica
  • Spirituale
  • Idealista
  • Ambientale
  • Sociale
  • Psicologica
  • Metafisica

E in tutto ciò il primo aspetto è l'attenzione, la piena consapevolezza di ciò di cui ha bisogno il mondo intorno a noi, e la nostra consapevolezza del nostro stesso sviluppo e comportamento.


da William Bloom - Guarire il mondo con l'Anima


sabato 2 febbraio 2013

Princeton University: la Coscienza globale esiste davvero!

ESISTE UNA COSCIENZA GLOBALE

La notizia del giorno non è tanto che gli esseri umani siano parte di una coscienza globale più vasta che li comprende e li interconnette. << Già si sapeva... >> dirà qualcuno, in barba al detto "repetita iuvant". Negli ambienti dei ricercatori spirituali il fatto è ormai assodato, ammesso pure dalle tante inflazionate pillole di fisica quantistica a buon mercato. 

La notizia del giorno è invece il fatto che ad affermarlo sia la prestigiosa Università di Princeton, mettendo in ballo la sua fama e la sua storia di "academically correct" in uno studio che dagli altri ricercatori è stato definito eufemisticamente << una perita di tempo >> ma che, se correttamente interpretato, porrebbe una pietra miliare su una verità scientifica ormai acquisita per altre vie. L'esito non viene da un piccolo esperimento di laboratorio fatto da qualche stagista assistito, ma da ben 14 anni (!) di monitoraggio dati forniti da elaborati informatici disseminati su tutto il globo rispetto all'impatto di eventi collettivi che hanno emozionato, coinvolto e/o sconvolto l'umanità, a vari gradi.

Lo studio denominato Global Consciousness Project cioè "Progetto Coscienza Globale", abbr. GCP) va avanti ininterrottamente dal dal 1998: i dati definitivi, rilasciati proprio nel gennaio 2013, dimostrano in maniera incontrovertibile che gli esseri umani siano più interconnessi di quanto non credano e che il loro sentire collettivo riesca a deviare perfino le risposte dei computer. Come? Questo rimane ancora da stabilire. Ma andiamo con ordine.

Come funziona il Global Consciousness Project? 

14 anni fa, i creatori del GCP, piazzarono in tutto il mondo generatori di numeri casuali, che ribattezzarono "eggs", cioè "uova". Ad oggi, ci sono 134 uova sparse fra Europa, Stati Uniti, Canada, India, Isole Fiji, Nuova Zelanda, Giappone, Cina, Russia, Brasile, Africa, Thailandia, Sud America ed Australia. Qui sotto c'è la mappa completa delle geolocalizzazioni: un click sotto le immagini e sarete reindirizzati alla tabella che elenca i dettagli (periodo di operatività, coordinate geografiche e addetto al monitoraggio) di ciascun dispositivo.

egg-map

La funzione di queste uova è quella di generare costantemente i numeri "0" e "1" a caso. Oltre a ciò, i dispositivi sono anche in grado di formulare anticipatamente previsioni sui numeri casuali che stanno per generare. Secondo i principi della "Expected Randomness" (ovvero, della "Casualità Prevista") essi misurano la frequenza delle coincidenze fra i numeri casuali estratti e le ipotesi preformulate ad essi relative: in pratica, tirano ad indovinare (<< Uscirà "0" oppure "1" ? >>), estraggono un numero (che può essere "0" o "1") e contano le volte che ci azzeccano.

Immaginate che ogni uovo funzioni come il lancio della monetina: se azzecchiamo il pronostico abbiamo indovinato, altrimenti abbiamo sbagliato. Le uova  compiono questa triplice operazione di "pronostico --> estrazione  --> verifica" 100 volte al secondo. Dopo un numero sufficientemente alto di tentativi. in genere i risultati si normalizzano intorno alla probabilità del 50/50, cosa assolutamente naturale e contemplata dalla statistica: testa e croce hanno infatti la stessa probabilità di uscire, proprio come "0" e "1".


Tuttavia, questo NON è ciò che è accaduto quando le uova erano monitorate contemporaneamente al verificarsi di qualche evento significativo per la coscienza dell'umanità.
screenshot-110901

Infatti, in concomitanza con tali eventi globali, i dispositivi iniziano ad azzeccare un numero enorme di risultati, deviando molto dal range di attendibilità statistica. Per esempio, i ricercatori iniziarono a notare enormi picchi di risultati azzeccati qualche ora prima (prima, non solo durante...) che il primo aeroplano colpisse le Torri Gemelle l'11 settembre 2011 (vedi lo screenshot più in alto). Questi picchi continuarono a verificarsi in prossimità di disastri aerei, eruzioni vulcaniche, tsunami ed eventi come la cerimonia di apertura delle Olimpiadi. 

Una volta appurato che il modello rispondeva ad eventi importanti, si è cominciato a monitorare le uova con maggiore attenzione in periodi vicini ad eventi di portata mondiale, quali festeggiamenti o tragedie. Ad esempio, vediamo come interpretare il grafico registrato in concomitanza con lo tsunami che ha colpito il Giappone l'11 marzo 2011:
chart-110311

La linea curva in blu demarca il valore p=0,05 che, in un test di verifica d'ipotesi, indica il livello di soglia oltre cui un risultato si discosta da quello normalmente atteso. Il valore-p viene anche chiamato livello di significatività osservato: l'evento è considerato statisticamente non-significante, cioè irrilevante, se il valore-p è superiore a 0.05 (previsioni azzeccate e sbagliate circa in egual numero, come da copione); se il valore-p è inferiore a 0.05 l'evento è assolutamente inatteso e rilevante: in questo caso, le previsioni sui numeri estratti tendono ad essere quasi tutte azzeccate, in maniera del tutto divergente dalla logica probabilistica.

Nel grafico si vede bene come la linea spezzata in rosso, indicante i risultati calcolati integrando i dati forniti da 66 uova disseminate nel mondo, sia chiaramente al di sotto del livello di riferimento in blu (p=0,05). In aggiunta, considerando i soli dati forniti dall'uovo E1101 ubicato a Meiji in Giappone (direttamente sul luogo del disastro), si nota il discostamento decisamente più evidente marcato in verde: ciò suggerisce che l'effetto sia percepito più intensamente quanto più si è prossimi al punto geografico in cui un determinato evento ha avuto luogo.

Provate ad ingrandire e controllare qui sotto i grafici di tre recenti eventi di diversa natura che abbiamo selezionato tra quelli monitorati: (25/06/2009) La morte di Michael Jackson, (11/11/2011) la grande meditazione mondiale del 2011, (06/11/2012) e la rielezione di Obama.

http://noosphere.princeton.edu/michael.jackson.dies.html

http://noosphere.princeton.edu/111111.html

http://noosphere.princeton.edu/obama.elected.2012.html

Se volete approfondire oltre, cliccate qui: http://noosphere.princeton.edu/results.html
per vedere l'elenco di tutti i 426 eventi seguiti dal GCP dal 1998 al 2012.

La parola al responsabile del progetto
RogerNelson
Dr. Roger Nelson


Il Dr. Roger Nelson, a capo del GCP, ha mantenuto il progetto attivo per quasi 15 anni e continua ancora oggi a ricevere dati sorprendenti. In effetti, i risultati che ha appena divulgato, sono così tanto al di fuori del calcolo delle probabilità da risultare realmente sconvolgenti: infatti, non solo in tutti i 426 eventi analizzati nell'intero progetto le corrispondenze registrate sono state maggiori del 50% (cioè tutti gli eventi si sono statisticamente qualificati come "significativi",con p<0,05, cfr. con la linea blu nel grafico qui sotto) ma circa la metà dei casi ha avuto un valore ancora inferiore p<0.001, qualificandosi come "molto significativa", cfr. con la linea verde) e l'altra metà di casi si è qualificata come "estremamente significativa", con p addirittura inferiore a 0,000001 (cioè 10
-6 ,cfr. con la linea celeste). GCP-overall-result
Considerati questi risultati straordinari, i ricercatori comprendono bene che lo studio ha implicazioni che entrano nel campo della metafisica e della religione, ambiti questi che esulano dalla loro stretta competenza. Una corretta interpretazione del fenomeno richiederà tempo, collaborazioni e confronti professionali trasversali. Così per ora gli scienziati non intendono sbilanciarsi: i dati sono inoppugnabili, ma l'interpretazione accademica è ancora tutta da costruire. Riluttanti ai facili entusiasmi, li considerano ufficialmente "degni di considerazione" ma per chi ha occhi per vedere, sono in realtà semplicemente stupefacenti, da farci sobbalzare sulla sedia: la Princeton University ha dimostrato scientificamente che la Coscienza Globale esiste davvero, non è soltanto fuffa new-age e che la Noosfera - cioè la mente umana collettiva - influenza in qualche modo anche gli elaboratori informatici.

Il GCP potrebbe aiutarci a spiegare fenomeni come il déja-vu? Od il cosiddetto Sestosenso? Allargando gli orizzonti, questi dati potrebbero essere usati eventualmente per prevedere enormi eventi a livello mondiale?
Per Roger Nelson ed il GCP sembrerebbe di si e nell'ultimo supplemento del Rhine Institute of Parapsychology (il "Journal of Parapsychology" del dicembre 2012 - pag. 36 n.d.t.) ha dichiarato: "Ho deciso di chiedere se ci potrebbe essere qualche segnale dell'esistenza di una noosfera, una versione globale della coscienza di gruppo che avevamo già visto con gli strumenti messi a punto per lo studio delle interazioni mente-macchina. Insieme ad alcuni colleghi e volontari, ho creato il GCP per cercare tali prove. Abbiamo costruito uno strumento con degli RNG ("Random Number Generator", cioè "Generatori di Numeri casuali" n.d.t.) piazzati in tutto il mondo, che inviano continuamente flussi di dati casuali che vengono archiviati all'Università di Princeton. Abbiamo creato un protocollo per definire quali siano gli eventi chiave in cui aspettarsi che molte persone possano condividere uno stato di coscienza e delle emozioni. Abbiamo previsto cambiamenti significativi nei dati casuali durante grandi tragedie e grandi celebrazioni e da qui abbiamo iniziato a raccogliere una enorme quantità di dati. L'ipotesi generale è che vremmo trovato nella nostra struttura di dati, altrimenti casuali, correlazioni con eventi di grande importanza per l'uomo. Il GCP compie 14 anni nel 2012 ed ha portato a termine più di 400 esperimenti indipendenti che avvalorano l'ipotesi  generale. L'insieme dei dati provenienti da tutti i siti mette in evidenza una deviazione maggiore di Sei Sigma [v. nota], con un margine d'errore inferiore a 1 probabilità su 100 miliardi. La spiegazione più plausibile è che noi umani influenziamo in parte la Noosfera di Theilhard, in corrispondenza di grandi emergenze e celebrazioni. La cosa più importante per la parapsicologia dei prossimi 25 anni, è che ora ci sono dati che potranno essere usati direttamente come modelli, suggerendo quello che eventualmente potrebbe essere il significato. I modelli come questi, che suggeriscono il risultato, servono per gestire meglio la mole di dati. Da qui possiamo partire con una nuova ricerca sulla coscienza. Esiste davvero un'interconnessione globale fra gli esseri umani anche se non ne siamo consapevoli, ad eccezione di quando ci innamoriamo, oppure di quando <<sappiamo>> che il nostro amico del cuore ci chiamerà al telefono? I poeti ed i saggi ce lo stanno dicendo da sempre, ma la ricerca scientifica sostiene che è impossibile. Adesso sembra che la nuova scienza stia per aprire di nuovo questo ambito di ricerca. Nei prossimi decenni dovremo sfruttare l'opportunità che si è creata con questi dati eclatanti provenienti dai database Sei sigma. Contengono delle informazioni non ancora analizzate che porteranno in futuro a nuovi risultati ancora più chiari. Abbiamo bisogno di altre menti brillanti per sviscerare questi dati, analizzarli e lavorare sulle nuove intuizioni che ci faranno cambiare l'attuale visione del mondo".

[Nota] La denominazione Sei Sigma o 6σ (dal termine statistico di origine anglosassone Six Sigma) indica un programma di controllo della qualità monitorato sulla deviazione standard (indicata con la lettera greca σ = sigma), che ha lo scopo di portare un prodotto o un servizio (in questo caso, un'indagine statistica) ad un determinato livello di qualità, compreso fra un valore minimo di 1σ e un massivo di 6σ. L'obiettivo della metodologia è di raggiungere un tale controllo del processo da avere soltanto 3,4 parti difettose per milione corrispondente al livello 6σ . In questo caso, gli esperimenti del GCP hanno raggiunto margini d'errore addirittura 30.000 volte inferiori (!) a quelli ritenuti a livello d'eccellenza Sei Sigma.

Mentre gli scettici continueranno a sostenere che la ricerca fra i dati casuali è una perdita di tempo, sarà interessante analizzare i risultati dei dati provenienti dal GCP alla fine del prossimo decennio. Se la tendenza rilevata dal Dr. Nelson e la sua equipe di Princeton continuerà, potremo chiederci se veramente gli eventi del mondo siano poi così casuali... 
 FONTE TERRA REAL TIME Blog: http://terrarealtime.blogspot.it/2013/02/princeton-university-la-coscienza.html