Ad oggi decorre l' Anniversario della nascita di uno tra i più grandi dei Maghi "moderni", per così dire, che come tutti sanno ... e per quanto se ne sia sempre parlato, sia in bene che (purtroppo) anche in male ... è stato uno di quei pochi precursori che hanno contribuito, con l' interesse che hanno sollevato in proposito, a favorire lo sviluppo e la riscoperta della magia, anche in tempi più moderni...
Per rendergli il giusto merito, da qui a 136 anni dalla sua Nascita :)
gradirei riportare qui un suo estratto, tratto dal Liber 150 sulla Libertà...
Liber 150 della Libertà Aleister Crowley
93.
I - Della Libertà
È della Libertà che vorrei per prima cosa scrivervi, poiché sebbene voi siate liberi di agire, voi non potete agire. Tuttavia tutti i quattro doni della Legge devono, in qualche misura, essere adoperati comprendendo che questi quattro sono uno.
Ma, per l'Aspirante che va verso il Maestro, il primo bisogno è libertà.
Il più grande legame fra tutti i legami è l'ignoranza. Come potrà un uomo essere libero di agire se egli non conosce il suo proprio fine? Perciò voi dovete prima di tutto scoprire quale stella fra tutte le stelle voi siete, quale relazione intercorra tra voi e le altre stelle, e quale sia la vostra relazione e identità con il Tutto.
Nei nostri Sacri Libri sono dati vari mezzi per realizzare questa scoperta, e ciascuno deve servire per se stesso, ottenendo assoluta convinzione tramite l'esperienza diretta, non solamente ragionando e calcolando cosa sia probabile. E per ognuno verrà la conoscenza della sua limitata volontà, per cui uno è un poeta, uno un profeta, uno un operaio dell'acciaio, un altro della giada. Ma anche, per ognuno, vi sia la conoscenza della sua infinita Volontà, del suo destino per realizzare la Grande Opera, la realizzazione del suo Vero Sé. Che di questa Volontà io parli chiaramente a tutti, poiché è pertinente a tutto.
Comprendete ora che in voi stessi c'è un certo malcontento. Analizziamo bene la sua natura: alla fine c'è, in ogni caso, una conclusione. La malattia deriva dalla fede in due cose, il Sé e il Non-Sé, e dal conflitto fra loro. Anche questa è una restrizione della Volontà. Egli, che è ammalato, è in conflitto con il suo corpo: egli, che è povero, è in lotta con la Società: e così per tutto il resto. In definitiva, perciò, il problema è come distruggere questa percezione di dualità per ottenere la comprensione dell’ Unità.
Ora quindi, supponiamo che voi siate andati dal Maestro e che Egli vi abbia dichiarato la Via per questo conseguimento. Cosa vi ostacolerà?Ahimè! C'è ora molta libertà assai lontana.
Comprendete chiaramente questo: che se voi sarete sicuri della vostra Volontà, e sicuri dei vostri mezzi, allora tutti i pensieri o le azioni, che sono contrari a questi mezzi, saranno contrari anche a quella Volontà.
Se perciò il Maestro comanderà su di voi un Voto di Santa Obbedienza, la sottomissione non sarà una resa della Volontà, ma un adempimento a questa.
Poiché guardate, cosa vi ostacolerà? È uno dei due dall'esterno o dall'interno, o entrambi. Può essere facile, in un certo senso, per il cercatore dalla forte mente, calpestare la pubblica opinione o strappare dal suo cuore l'oggetto del suo amore: ma rimarranno sempre in se stesso molti discordanti affetti, come anche il legame dell'abitudine, e anche questi egli deve sconfiggere.
Nel nostro più Sacro Libro è scritto: "Tu non hai altro diritto che fare la Tua Volontà. Fa' ciò e nessun altro ti dirà di no".
Scrivetelo anche nel vostro cuore e nel vostro cervello: poiché questa è la chiave dell'intera materia.
Qui la Natura stessa sia la vostra predicatrice: poiché in ogni fenomeno di forza e movimento essa proclama ad alta voce questa verità. Persino in una più modesta faccenda quale conficcare un chiodo in un asse, ascoltate questo stesso sermone. Il vostro chiodo deve essere duro, levigato, ben appuntito, o non si muoverà prontamente nella direzione voluta.
Immaginate allora un chiodo di legno secco con una ventina di punte – non si può considerare certamente un chiodo. Ora, quasi tutta l'umanità è simile a questo. Essi desiderano una dozzina di differenti carriere; e la forza che sarebbe potuta essere sufficiente per ottenere eminenza in una è
sciupata nelle altre: essi non valgono nulla.
Qui, allora, faccio un'aperta confessione, e dico perciò: sebbene io mi sia impegnato quasi dalla fanciullezza alla Grande Opera, sebbene in mio aiuto siano venute le più possenti forze dell'intero Universo per sostenermi verso essa, sebbene l'abitudine stessa ora mi costringa nella giusta direzione, ancora non ho realizzato la mia Volontà: io devio quotidianamente dal compito stabilito. Io esito. Io inciampo. Io mi attardo.
Questo allora sia di gran conforto per voi tutti, che se io sono così imperfetto - e per molta vergogna non ho enfatizzato questa imperfezione - se io, l'eletto, ancora fallisco, allora come sarà facile per voi superarmi! Oppure voi dovrete solo uguagliarmi, allora, persino così, quali grandi
risultati saranno i vostri!
Siate di buon umore quindi, poiché sia i miei insuccessi che i miei successi sono per voi motivi di coraggio.
Cercate voi stessi astutamente, vi prego, analizzando i vostri più intimi pensieri. E per prima cosa voi scarterete tutti quei grossolani e ovvi ostacoli alla vostra Volontà: la pigrizia, le sciocche amicizie, gli squallidi impieghi o gli squallidi diletti, io non enumererò i cospiratori che agiscono contro il benessere del vostro Stato.
Poi riconoscete il minimo del tempo quotidiano che sia davvero necessario alla vostra vita naturale. Il resto lo consacrerete ai Veri Mezzi del vostro Conseguimento. E persino quelle necessarie ore, voi le consacrerete alla Grande Opera, sempre coscientemente dicendo, mentre vi applicate a questi Compiti, che voi li svolgete allo scopo di preservare il vostro corpo e mente in salute per la giusta applicazione verso quel sublime e singolo Oggetto.
Non ci vorrà molto per voi giungere a comprendere che tale metodo di vita è la vera Libertà. Voi percepirete le distrazioni della vostra Volontà per ciò che sono veramente. Esse non vi appariranno più piacevoli e attraenti, ma come vincoli, come infamie. E quando voi avrete raggiunto questo punto, saprete che avete varcato il Cancello Mediano di questo Sentiero. Poiché voi avrete unificato la vostra Volontà.
È proprio come se ci fosse un uomo seduto in un teatro dove la recita lo stanca, egli darà il benvenuto ad ogni distrazione, e troverà divertimento in ogni incidente: ma se egli fosse assorto nella recita, qualsiasi incidente Io infastidirebbe. La sua attitudine verso ciò è quindi un'indicazione della sua attitudine verso la recita stessa.
Inizialmente l'abitudine all'attenzione è dura da acquisire. Perseverate, e voi avrete spasmi di revulsione periodicamente. La ragione stessa vi attaccherà, dicendo: come può essere un così severo legame il Sentiero della Libertà?
Perseverate. Voi non avete ancora conosciuto la Libertà. Quando le tentazioni saranno sconfitte, e la voce della Ragione zittita, allora la vostra anima balzerà in avanti libera sul suo scelto percorso, e per la prima volta voi sperimenterete l'estrema delizia di essere Maestri di Voi stessi, e perciò dell' Universo.
Quando questo sarà pienamente raggiunto, quando voi siederete sicuramente in sella, allora potrete gioire anche di tutte quelle distrazioni le quali prima vi avevano dilettato e poi irritato. Allora non faranno più niente: poiché esse sono i vostri schiavi e giocattoli.
Fino a che voi non raggiungerete questo punto, voi non sarete completamente liberi.
Voi dovete uccidere il desiderio e uccidere la paura. Il fine di tutto è il potere di vivere in accordo con la vostra stessa natura, senza il pericolo che una parte possa svilupparsi a danno del tutto, o la preoccupazione che quel pericolo possa sorgere.
L'ubriacone beve, ed è ubriaco: il codardo non beve e trema: l'uomo saggio, valoroso e libero, beve e dà gloria all'Altissimo Dio.
Questa quindi è la Legge della Libertà: voi possedete tutta la Libertà nel vostro stesso diritto, ma voi dovete rafforzare il Diritto con la Potenza: voi dovete vincere la Libertà per voi stessi, in molte guerre.
Guai ai figli che dormono nella Libertà che i loro progenitori gli hanno conquistato! "Non c'è nessuna Legge oltre Fa' ciò che vuoi": ma è solo la più grande delle razze che ha la forza e il coraggio di obbedirle.
O uomo! Osserva te stesso! Con quale pena sei fatto! Quanti secoli ci sono voluti per formarti! La storia del pianeta è tessuta nella pura sostanza del tuo cervello! Fu tutto questo per nulla? Non c'è scopo in te?
Fosti fatto così perché avresti dovuto mangiare, procreare, e morire? Non pensare COSÌ! Tu incorpori moltissimi elementi, tu sei il frutto di moltissimi coni di lavoro, tu sei formato perciò così come sei, e non in altro modo, per un certo colossale Fine.
Rinvigorisciti, quindi, per cercare questo fine e compierlo. Nulla ti potrà soddisfare se non il compimento della tua trascendente Volontà, che è nascosta dentro di te.
Per questo, dunque, alle armi! Conquista la tua Libertà per te stesso! Colpisci duro!

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